Alberto Burri - Teatro continuo - Parco Sempione - Milano - 1980

Ci sono voluti trent’anni perché il mio amico Alessandro Gatto tirasse fuori le innumerevoli foto che ha scattato nelle più svariate situazioni, legate soprattutto a Milano dagli anni ’80 in poi.
Non importa, anzi, guardarle ora sarà molto più divertente. Viaggiano i ricordi concatenati alle facce e ai luoghi.
Sono contenta di condividere questo prezioso materiale.
Questo blog è per tutti quelli che c’erano, ma anche per chi quegli anni non li ha vissuti e ha la curiosità di vedere un po’ che aria girava.

TESTI DI DANIELA DALLA VIGNA

lunedì 27 dicembre 2010

Appello e petizione per un altro importante spazio verde a Milano: il "Boscoincittà"

Ho ritenuto giusto divulgare questo appello per la salvaguardia del "Boscoinciottà" a Milano. Alla fine del testo trovate il link per sottoscrivere la petizione.
Cari Amici,
sulla situazione a rischio del Bosco in Città l'attuale Amministrazione comunale è orientata, dopo il Parco delle Cave, a revocare la convenzione a Italia Nostra anche per la gestione del Bosco in Città.
Qual è la motivazione?
Forse quella di avere gestito bene, per oltre tre decenni, un parco urbano a costi molti inferiori rispetto a quello che avrebbe fatto qualunque altra impresa appaltatrice (si sa che certi paragoni possono dare fastidio);
Forse avere dimostrato che da una landa desolata si può costruire, insieme al lavoro di cittadini e volontari, un parco pubblico che diventa un luogo di educazione civica all'ambiente;
Forse avere l'ambizione di riportare la natura in città, perché non sta scritto da nessuna parte che una città debba essere fatta solo di palazzi e cemento;
Forse avere consentito che il Bosco si popolasse di nuovi abitanti (lepri, conigli, gufi, persino una volpe curiosa come quella del "Piccolo Principe") il che forse può dare fastidio a chi pensa che un parco urbano debba essere una sorta di luna park da riempire con strutture, gazebo, tabelloni, luminarie, sponsor...
Ho telefonato in questi giorni ad un amico di Glasgow per gli auguri di buone feste; Andrew, questo il suo nome, ha conosciuto ed apprezzato l'operato di Italia Nostra al Bosco in Città prima come volontario (anni '90) e poi come professionista (l'esperienza di Italia Nostra è nota e apprezzata a livello internazionale).
Gli ho parlato della vicenda, ripetendogli per ben tre volte che il Comune non intende rinnovare la Convenzione. Per due volte ha risposto con una delle sue sonore sghignazzate, la terza si è fatto serio e ha concluso: "A Milano siete tutti matti!".
Non credo che siamo tutti matti a Milano, e non penso nemmeno che esista una vera motivazione per la scelta di interrompere il percorso avviato negli anni settanta al Bosco in Città. Se non una, molto semplice: esistono diverse visioni della città, dell'uso degli spazi pubblici, della funzione del verde urbano.
Bisogna scegliere.
Io credo che Milano meriti un modo diverso di pensare e gestire il verde pubblico, partendo dalla valorizzazione delle migliori esperienze che questa città ha saputo esprimere in questi anni.
A partire dall'esperienza maturata al Bosco in Città grazie a Italia Nostra e a schiere di cittadini e volontari di varie generazioni.

Per questo vi invito a compilare e sottoscrivere questa petizione, che verrà recapitata in tempo reale al Sindaco di Milano, Letizia Moratti, con il seguente messaggio: "Chiedo al Sindaco di Milano, Letizia Moratti, di garantire la proroga della convenzione con Italia Nostra per la gestione del Bosco in Città."

Enrico Fedrighini

PER SOTTOSCRIVERE LA PETIZIONE ONLINE: http://www.greg.it/bosco_in_citta/

venerdì 15 ottobre 2010

Scusate il ritardo! ‘Sta 91 non passava più…

Eccoci di ritorno con le nuove fotografie su un simbolo di Milano: il filobus linea 90/91.
In quelle serate dove si è fatto veramente tardi senza poter contare su un mezzo proprio o sulla possibilità di prendere un taxi, quando tutte le metropolitane sono chiuse e per tornare a casa si prospetta un’interminabile camminata, ci sono a salvarti la 90 e la 91.
Mi riferisco all’intramontabile filobus, quello che circonda Milano sul suo secondo anello, quello che bene o male avvicina e fa risparmiare ore di cammino per arrivare, quello che inizia alle 3 del mattino e termina alle 2 di notte.
Erano questi i modelli che tante volte hanno salvato anche me.
Lunghi, vecchi, con le poltrone in similpelle tagliate, i salti, le curve, i borsellini spariti e le mani morte. Gli sbronzi, i fattoni, i pazzi e noi, vent’anni fa…
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domenica 20 giugno 2010

Concerto di Bob Marley a Milano - Le foto di quel giorno

27 giugno 1980 – Accaddero due cose da ricordare: il mitico concerto di Bob Marley a Milano e la strage di Ustica.



















sabato 19 giugno 2010

Scene di un film girato sul “Teatro continuo” di Alberto Burri nel 1980

Queste fotografie sono state scattate durante le riprese di un film per la RAI.
Sul “Teatro continuo” di Alberto Burri avevano allestito il set per le riprese. Coloro che lavoravano al film avevano scritto sui pannelli del teatro delle frasi (le potete leggere dalle fotografie) per dare l’idea di luogo frequentato da tossicodipendenti e sottolineare la decadenza dell’ambiente.
I frequentatori del parco, che abitualmente si ritrovavano sul “Teatro continuo” e che nella realtà era luogo di incontri fra amici, gente che andava a leggere, prendere il sole e quant’altro, non avevano apprezzato la scelta di trasformare quell’opera d’arte in ambiente per andarsi a fare le pere. Da ciò era nata una contestazione tra il cast e i frequentatori del parco.
…Ma una volta girate le scene del film, le scritte le avranno ripulite?
Era il 1980, magari c’è qualcuno che si ricorda di quel giorno o riconosce il film e ci può suggerire il titolo…



venerdì 18 giugno 2010

giovedì 20 maggio 2010

Parco Sempione no-fashion – Come ci si vestiva al Parco Sempione negli anni 80

Pensando alla Milano degli anni 80 spesso vengono alla mente dei luoghi comuni come la Milano da bere, i paninari col Moncler, le Timberland, le calze fluorescenti e le facce carbonizzate dalle lampade abbronzanti.
In contrasto perfetto i dark, pallidi come vampiri e immancabilmente vestiti di nero.
Tutto vero, ma al Parco Sempione noo!
Ecco qualche esempio:

Braccialetto in ottone con tao, quello classico è ramato e lascia sul polso un segno bluastro

Giacca con frange in stile apache

Saffi col bambulé, si tratta di una sciarpina di cotone, ottima come foulard ma, all’occorrenza, può essere utilizzata come filtro per il ciloom

Capelli lunghi. Possono essere sciolti, raccolti in code di cavallo o, per i più raffinati, in trecce. La riga in mezzo è d’obbligo

Scarpe vissute o almeno un po’ sporche, del resto, un frequentatore di parchi non può averle pulite

mercoledì 19 maggio 2010

Fela Kuti a Milano – 1980


Quando verso fine agosto arrivò per una serie di concerti in Italia, Fela Kuti venne arrestato appena sceso dall'aereo accusato di detenzione di stupefacenti: tra il suo bagaglio qualcuno, che lo voleva incastrare, gli aveva infilato due valige piene di marijuana.
Infatti era un deciso e carismatico oppositore del regime nigeriano di quei tempi.
Intanto tutti i musicisti del suo gruppo (tra cui le numerose mogli che facevano notizia sui quotidiani dell'epoca) aspettarono parecchi giorni prima della liberazione di Fela Kuti.
Passavano le giornate al Parco Sempione. Quando andai lì feci solo una foto.
Uscito dal carcere, organizzarono un concerto memorabile al Castello Sforzesco per raccogliere soldi per il Gruppo. Costo del biglietto: 1000 lire. Anche al concerto feci una unica fotografia.
Alessandro Gatto

venerdì 7 maggio 2010

10 Aprile 1980 - Pino Daniele - Concerto al Teatro Lirico di Milano

Ho trovato l’elenco dei pezzi ascoltati quella sera:
E il mare, I say i sto 'cca, Je sto vicino a te, Quanno chiove, Basta na jurnata e sole, Chillo e nu buono guaglione, Voglio di più (incompleta), Putesse essere allero, Na tazzulella e cafe, Je so pazzo, Uè man, A testa in giù, Musica musica, Napule è, E sò cuntento 'e stà, Alleria, Sotto o sole, Nun me scuccia, A me me piace o blues, Chi tene o mare, Puozze passa nu guaio.
Qualcuno c'era e vuole raccontare?

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE TUTTE LE FOTO

…E adesso parla la musica. Grandissimi Pino Daniele e James Senese: "Chi tene o mare"

martedì 4 maggio 2010

Ricordi C.T.? Il clero ti uccide coll’onda


«Aspetta qui un momento», mi aveva detto la mamma prima di andare a sbrigare qualche faccenda o entrare in un negozio. È stata quella la prima volta che ho incontrato C.T., potevo avere nove o dieci anni, non di più.
Sul marciapiede un uomo buono faceva suonare delle trombette sul suo carretto a dei bambini. Sopra vi erano dei cagnolini, anche loro avevano la faccia dei buoni, di quelli con gli occhi dolci sempre pronti a scodinzolare per una carezza, sempre su quel carretto.
Allora non sapevo nulla di C.T. ma quell’incontro l’ho sempre ricordato, anche anni dopo, quando lo vedevo predicare al Parco Sempione e ripetere all’infinito i suoi mantra: "La chiesa ti uccide coll’onda", "Nel clero esistono impianti a onde che torturano, rovinano e uccidono da lontano. Milioni di morti in Italia", "Popolo bue", "Radio e televisione basta versi da gorilla ma cultura".
Una volta ho visto un “signore apparentemente distinto” che lo attaccava duramente, si erano messi a discutere animatamente, la moglie del “signore apparentemente distinto” cercava di trascinarlo via, ma questo continuava ad inveire contro C.T., doveva essere un bigotto che difendeva la chiesa a spada tratta. Lo trovai piuttosto ridicolo, mentre l’allora spesso deriso C.T. non si scompose più di tanto, uscì indenne da quella confusione dove perfino quei cagnolini mansueti si erano messi ad abbaiare. Poi C.T. proseguì, aveva una missione da compiere.
Per anni ho letto le frasi di Carlo Torrighelli, era questo il suo nome, scritte con la vernice bianca sull’asfalto nei dintorni del Castello Sforzesco. Erano lì, graficamente inconfondibili e ordinatissime, delle opere d’arte, firmate con le iniziali del suo nome, finché il tempo non se le è portate via anni dopo la sua morte avvenuta nel 1983. Leggendole sembrava di ascoltare ancora la sua litania, e anche ora, riguardando queste foto e scoprendo che c’è diverso materiale anche in internet su questo storico personaggio di Milano, mi pare di risentirle: la chiesa ti uccide coll’onda…

lunedì 26 aprile 2010

I fiori del pratone

Dal bianco e nero non si possono vedere, ma chi era là difficilmente avrà scordato i colori del pratone la domenica pomeriggio. I fiori colorati non erano solo quelli fra l’erba ma centinaia di giovani che popolavano il prato in tanti cerchi. Non sto parlando di cerchi chiusi, ma in continua espansione, si passava da un gruppo all’altro, così, era facile, accogliente.
Inizio anni 80, in televisione passavano i film del decennio precedente: “Hair”, “Easy Rider”, “Jesus Christ Superstar“, “Woodstock”, “Zabriskie Point”… Io ero giovanissima e folgorata da quel mondo che si ritrovava seduto sul prato fra le stoffe leggere e colorate dei vestiti, le borse di cuoio, il tintinnio degli argenti indiani che ornavano le ragazze, gli aromi ancora mai sentiti, le chitarre in ogni gruppo, i rituali un po’ ridicoli e i sorrisi.
Insomma, da quel che ricordo io di quel periodo Milano era una cosa e il Parco Sempione un’altra.

martedì 20 aprile 2010